Cosa lega Medea, figura tragica della mitologia greca, e la Nazionale italiana di pallavolo femminile, fresca campionessa del mondo? Apparentemente nulla. In realtà, molto: la lotta per il riconoscimento, la forza nel conflitto, la capacità di alzare la voce in un sistema sportivo che spesso non ascolta.
Medea è la donna che rifiuta l’invisibilità. Le Azzurre — da Paola Egonu ad Alessia Orro, da Anna Danesi a Myriam Sylla — incarnano oggi il volto vincente dello sport femminile italiano. In un palazzetto gremito, davanti a milioni di telespettatori, hanno ribaltato la narrazione: non più eterne promesse, ma protagoniste assolute.
Eppure, come accade di frequente, il presente glorioso rischia di oscurare chi ha aperto la strada. La prima svolta arrivò nel 1989, con la storica medaglia di bronzo agli Europei conquistata dalla cosiddetta “Piccola Italia”. In quella squadra c’erano Manù Benelli al palleggio, Alessandra Zambelli e Lilli Bernardi al centro e io, giovane schiacciatrice con il numero 11, all’esordio internazionale.
Fu l’inizio di un percorso che negli anni ’90 vide emergere figure simbolo come Maurizia Cacciatori, Manuela Leggeri, Francesca Piccinini ed Eleonora Lo Bianco, protagoniste di una crescita tecnica e mediatica in un’epoca in cui il volley femminile era poco seguito e spesso raccontato male. Il salto di qualità definitivo arrivò con l’oro mondiale del 2002 a Berlino, che consacrò l’Italia tra le grandi potenze. Un successo figlio anche del lavoro e dei sacrifici delle generazioni precedenti.
Come Medea, queste atlete sono state forti, coraggiose, a volte incomprese. Ma la loro epica non è individuale: è corale, inclusiva e finalmente sotto gli occhi di tutti. Se Medea fosse sugli spalti, riconoscerebbe in loro la stessa forza che sfida le convenzioni. Con una differenza sostanziale: qui non c’è tragedia, ma costruzione. Non c’è solitudine, ma squadra.
E c’è soprattutto un’urgenza: non dimenticare. Perché nello sport, come nella vita, nessun successo appartiene solo a chi lo conquista oggi.
Barbara Fontanesi
Ex Nazionale italiana con 62 presenze.
Oro ai Giochi del Mediterraneo del 1991, bronzo agli Europei del 1989
Allenatrice di pallavolo giovanile, fondatrice e direttrice artistica dell’associazione Fuori Campo.



